Le banche europee stanno affrontando un incremento dei crediti deteriorati, con Germania e Austria particolarmente esposte. La BCE ha evidenziato la necessità di un monitoraggio attento per prevenire eventuali rischi sistemici.
Cresce il livello dei crediti deteriorati nelle banche europee
Il sistema bancario dell’Unione Europea sta registrando un aumento dei crediti deteriorati, una tendenza che desta particolare preoccupazione tra le autorità di vigilanza finanziaria. In particolare, Germania e Austria emergono come due dei Paesi maggiormente esposti a questa problematica.
Claudia Buch, presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, ha recentemente sottolineato la crescita del fenomeno nel corso di un discorso a Francoforte. I dati del terzo trimestre del 2024 evidenziano un lieve incremento del rapporto dei crediti deteriorati delle banche europee, passato dall’1,86% all’1,88%, con uno stock complessivo pari a 376 miliardi di euro. Questo rialzo, sebbene contenuto, riflette le difficoltà economiche che stanno colpendo specifici settori produttivi e impone una sorveglianza costante da parte degli enti regolatori.
Quali sono i settori maggiormente esposti?
L’aumento dei crediti deteriorati nelle banche europee è riconducibile principalmente all’andamento negativo di alcuni comparti economici. Secondo gli ultimi dati, le esposizioni più rilevanti riguardano le imprese attive nei settori dell’amministrazione, del commercio all’ingrosso e al dettaglio, nonché nell’industria manifatturiera. Tuttavia, la situazione appare particolarmente critica nel settore immobiliare commerciale e tra le piccole e medie imprese, con un’incidenza più marcata proprio in Germania e Austria.
La vulnerabilità di queste realtà imprenditoriali rende necessaria una strategia mirata per evitare un ulteriore deterioramento del credito e possibili ripercussioni sul sistema bancario nel suo complesso. In altri Paesi europei, invece, la situazione appare più stabile: in Italia, ad esempio, il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei prestiti è rimasto ancorato all’1,4% nel 2023, grazie a operazioni di cessione e a una gestione più efficiente degli NPL.
Implicazioni per la stabilità finanziaria dell’area euro
L’incremento dei crediti deteriorati in Paesi chiave dell’Eurozona, come Germania e Austria, pone interrogativi sulla stabilità finanziaria dell’intera area euro. Le istituzioni di vigilanza, con in prima linea la BCE, stanno intensificando il monitoraggio della situazione per prevenire possibili rischi sistemici. Una crescita incontrollata degli NPL potrebbe, infatti, minare la solidità patrimoniale degli istituti bancari, con effetti a cascata sull’economia reale.
Di fronte a questo scenario, è essenziale che le banche rafforzino le proprie strategie di gestione del rischio e che le autorità implementino misure adeguate per contenere eventuali shock finanziari. L’evoluzione della situazione nei prossimi mesi sarà determinante per comprendere l’impatto di questa tendenza e individuare le soluzioni più efficaci per garantire la resilienza del settore bancario europeo.